Come together/Elogio del piacere

La giornata mondiale dell’orgasmo titilla la nostra curiosità e ne parliamo (molto) liberamente con la sessuologa Antonella Palmitesta. Perché l’intesa di coppia passa anche dal letto (o da dove volete voi).

La vita di tutti i giorni insegna che dopo qualche anno di convivenza, i rapporti cambiano e più precisamente si evolvono. Non è detto che vengano a mancare l’amore e l’attrazione ma il confrontarsi quotidianamente con le difficoltà che la vita mette davanti a ognuno, induce necessariamente le attenzioni a rivolgersi anche in altre faccende, trascurando i rapporti di coppia. Nel peggiore dei casi questo sfocia in separazioni e divorzi che molte volte non si fermano nemmeno dinanzi alla presenza dei figli. In altri casi, i partner cercano insieme di trovare dei diversivi per riscoprire la sopita intimità sessuale. Altri preferiscono cimentarsi nel “piede in due scarpe”. Il lui o la lei (o entrambi) decidono autonomamente e quasi sempre “silenziosamente” (e vigliaccamente, diciamolo) di riscoprire il sesso individualmente rifugiandosi in storie parallele nella speranza di provare nuovi stimoli, riscoprendo anche il gusto del nuovo e della trasgressione. Nel giorno della particolare “ricorrenza” abbiamo incontrato la dr.ssa Antonella Palmitesta, psicologa, sessuologa, psicodiagnosta e psicoterapeuta in training gestalt analitico, che esercita a Roma e a Massafra.

Dottoressa, perchè secondo lei oggi la coppia è in crisi ?

«Innanzitutto è importante sottolineare che il problema in questo caso non è nel singolo individuo, ma una relazione sofferente, che per qualche motivo si è “ammalata” e non riesce più a soddisfare le attese delle due parti. In un periodo storico dove ogni giorno si evidenzia una “crisi economica” penso sia reale e onesto parlare, in parallelo, di “crisi relazionale” in quanto si ha sempre più difficoltà a “uscire” dalla famiglia di origine sia per una non autonomia economica ma anche personale, sia perché il senso dall’impegno a trovare un punto di vista comune sulle cose si perde nell’individualismo e nella coppia, così come nelle amicizie e nel gruppo, la dinamica “io-tu” non lascia mai spazio a un “noi”, come se la mediazione degli intenti, il volere comune, la condivisione di spazi e obiettivi rappresentassero l’irreversibile rinuncia di sé».

Quanto ritiene importante il sesso in un rapporto?

«Penso che il sesso sia parte integrante di un rapporto, il sesso completa il rapporto. Il sesso ha con sè aspetti fisici, psichici e sociali. Il sesso è “comunicazione tra i corpi”, è un donarsi all’altro, è un aspetto ludico ed emotivo assieme. Spesso le coppie che non hanno complicità “a letto”, la maggior parte delle volte, non ha complicità nel quotidiano».

E la comunicazione?

«La comunicazione è importante quanto il sesso, anzi, se non c’è comunicazione non può esservi del “buon sesso”. Prima fanno l’amore i “cervelli” e poi i “corpi”! La comunicazione, o meglio la buona comunicazione, è alla base della vita di coppia, così come è molto importante la comunicazione nell’intimità in quanto permette la conoscenza delle proprie “zone erogene” al fine di un appagamento erotico/emotivo di entrambi».

Una giornata come questa secondo lei a cosa serve ?

«Serve a ricordare che noi siamo fatti di soma e psiche e che questi non possono essere scissi, per cui un buon orgasmo si ha solo se questi sono connessi tra loro. Serve a ricordare alla donna che deve prendersi il proprio piacere e non affermare che “alcuni volte vengo e altre no”! Ma si è mai visto un uomo, senza disfunzioni sessuali, che va via senza orgasmo? Be’, allora perché la donna non deve prendersi sempre il suo piacere? Serve a ricordare l’importanza della masturbazione perchè è conoscenza di se stessi e se non ci conosciamo noi come potremo mai farci conoscere dall’altro? Serve a ricordare all’uomo e anche a molte donne che l’orgasmo femminile è uno, ovvero quello clitorideo, per cui quella zona va considerata durante un rapporto. Serve a ricordare che l’orgasmo ha con sè una comunicazione emotiva forte, ovvero: “io mi lascio andare all’altro”. Serve a ricordare la libertà della persona per cui l’orgasmo va condiviso con chi si vuole e si sceglie al di là del sesso, della razza, dell’età e della religione».

Parliamo di tradimenti: sono la causa o il pretesto nel fallimento di un rapporto ?

«Il tradimento è un qualcosa di soggettivo e soprattutto è un concetto contestualizzabile. Soggettivo perchè ci sono persone che affermano di non essere monogame, a oggi si parla spesso di “poliamore”, ovvero di relazioni sentimentali e sessuali con più persone nello stesso periodo. Culturale perchè nella società vige la monogamia (relazione con un solo partner), mentre in altre zone del mondo come il Pakistan vige la poligamia (relazione con più partner). A livello psicosessuologico il tradimento è un uragano che sradica tutto ciò che si è costruito, portando con sé un senso di morte interiore provocato da un bisogno di un radicale rinnovamento e di una nuova rinascita sempre a discapito dell’altro o spesso di noi stessi. Non esiste nessun motivo valido che giustifichi un tradimento, chi tradisce rivela sostanzialmente un fallimento esistenziale. Chi tradisce è sicuramente insoddisfatto della sua situazione attuale, ma non trova il coraggio di cambiarla e si accontenta nell’illusione di un cambiamento momentaneo. Chi subisce un tradimento vive una situazione dolorosissima: si è rotto un patto importante; si è creata una grossa ferita narcisista, che produce effetti non solo sul tono dell’umore, ma anche sulla stima di se stessi. La rabbia si sovrappone al dispiacere, la tristezza si mescola con la gelosia e tutto insieme diventa un mix esplosivo difficile da contenere e da gestire».

Per funzionare quali sono gli elementi per la stabilità di un rapporto ?

«E’ importante far prevalere il “senso del noi”, sembra banale dirlo ma la coppia è composta da due persone con bisogni, motivazioni e obiettivi differenti e il senso del “noi” si costruisce attraverso la complicità e il rispetto dell’altro; le coppie che durano nel tempo sono quelle coppie che mantengono e rispettano la propria persona e nello stesso tempo entrano in relazione col proprio partner. È importante non dar mai nulla per scontato, crear sempre situazioni nuove, alimentare la passione, creare intimità nella coppia».

Quindi più sesso o più amore ?

«Penso che se il “male fisico” del secolo è il tumore, il “male emotivo” sia lo scindere l’anima dal corpo! Non dico che non esiste sesso senza amore ma penso che sia differente, penso che sia più facile spogliare un corpo che un’anima: mettersi in gioco, emozionarsi, entrare in relazione è importante per un appagamento erotico/emotivo. Detto questo è importante affermare che va rispettata la “persona” e il “qui e ora” per cui la persona sceglie quello che è giusto nel suo periodo di vita, anche perchè le emozioni forti che prendono “anima e corpo” non ti avvisano e arrivano quando meno ce lo aspettiamo».

E quando qualcosa non va, cosa dovrebbe fare il partner o entrambi ?

«Se qualcosa non va nel quotidiano spesso questo si riflette nella “vita intima”, in psicosessuologia emerge come spesso il partner portatore del sintomo sessuale non sempre è lui la causa ma è il sintomo che sta comunicando che qualcosa non va nella relazione. Ad esempio donne troppo rigide e forti spesso hanno uomini con disfunzione erettile perchè a livello inconscio il partner prende il potere, che non ha nel quotidiano, nella relazione intima. Per cui è importante parlarne e agire assieme, la relazione muta se è il sistema a mutare non il singolo; dopodichè è importante comprendere se è un momento o qualcosa si è rotto e bisogna aver il coraggio di lasciarsi andare. Spesso in questi momenti la comunicazione è disfunzionale e basata solo su “colpe e rinfacci”, la vita sessuale è assente o “non soddisfacente”, in questi casi una terapia psicosessuologica potrebbe supportare la coppia a “vedere il non visto”».

Quando parliamo di coppia, parliamo di …?

«Parliamo di relazione, di sintonia, di un “noi”, di condivisione emotivo/erotico. Non possiamo parlare di una relazione se prima non parliamo del singolo, solo nel momento in cui si conosce se stessi, si ama se stessi e ci si può permettere di entrare in un relazione e quindi parlare di coppia».

 Pubblicato da: Mauro Guitto – AGO 2014

 Categoria: Cultura

Fonte Extramagazine

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